Una sanità sempre meno universale

Una sanità sempre meno universale

06/03/2026



Rapporto Sanità del C.R.E.A: un quadro allarmante sullo stato del Servizio Sanitario Nazionale.

La salute non è un costo, è la vita delle persone: l'appello per una sanità che non lasci indietro nessuno.

Entrare in un ospedale, prenotare una visita per un se stessi o per una persona cara o dover scegliere tra le cure e la spesa quotidiana: sono momenti di profonda vulnerabilità che ogni famiglia italiana conosce bene. Il nostro Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è nato con una promessa bellissima e ambiziosa: proteggere chiunque, ovunque, senza distinzioni. Eppure, oggi, quella promessa sembra svanire nel silenzio di una "insostenibile staticità".

I numeri di CREA ci consegnano una realtà che il Rapporto definisce "allarmante": non sono solo statistiche, ma ferite aperte nel tessuto sociale del Paese. Dietro quel dato di 2,3 milioni di persone che rinunciano alle cure ci sono madri, padri e nonni che hanno smesso di lottare per la propria salute perché il portafoglio non glielo permetteva più. Quando il 70% delle famiglie è costretto a pagare di tasca propria per curarsi, l'universalismo diventa un ricordo e il diritto costituzionale alla salute un privilegio per pochi.

Soprattutto per i nostri anziani e per le fasce più fragili, la sanità è diventata un labirinto di liste d'attesa e costi insostenibili. Come sindacato, sentiamo il dovere di denunciare questa deriva: non possiamo accettare che la cura dipenda dal codice postale o dal conto in banca. È tempo di tornare a parlare di "umanizzazione" dei servizi, di una presa in carico che veda la persona oltre il paziente e che trasformi il semplice "servizio" in un vero "Sistema Salute".

Vogliamo una sanità che torni ad essere un abbraccio solidale per chi soffre, perché curarsi non deve essere un atto di coraggio economico, ma un diritto garantito a ogni cittadino.

Il Sistema Sanitario Nazionale italiano si trova oggi a un bivio cruciale, stretto tra l'eccellenza delle sue prestazioni e una fragilità strutturale sempre più evidente. A scattare un'istantanea precisa di questa realtà è il 21° Rapporto Sanità di C.R.E.A. Sanità, presentato a fine 2025, che analizza lo stato della nostra salute pubblica evidenziando una preoccupante "staticità istituzionale".

Mentre la demografia corre, con un invecchiamento della popolazione senza precedenti e un aumento delle malattie croniche, la risposta pubblica fatica ad adeguarsi, lasciando spesso le famiglie in balia di un gravoso "fai da te" assistenziale. Il documento mette a nudo le profonde disparità regionali, l'emergenza legata alla carenza di personale e l'assoluta urgenza di una reale integrazione tra servizi sanitari e sociali. Secondo gli esperti di C.R.E.A. Sanità, solo una trasformazione basata su innovazione tecnologica ed equità di accesso potrà garantire la tenuta del sistema nel lungo periodo.

L’insostenibile staticità dell’intervento pubblico

Il 21° Rapporto Sanità, intitolato "L’insostenibile staticità dell’intervento pubblico", evidenzia la necessità di un cambio radicale di paradigma per il Sistema Sanitario Nazionale (SSN).