Un saluto a Gastone Boz ed un augurio ad Alfred Ebner

02/09/2020



Il saluto della Segretaria generale della FnpSgbCisl Alto Adige Südtirol

1 settembre 2020 a Tires

Assemblea generale dello SPI, dimissioni di Gastone Boz da segretario generale dei

pensionati

Sono Anna Rita Montemaggiore, Segretaria Generale della FnpSgbCisl solo da 1 anno e mezzo e quindi, ma ho avuto la fortuna di ereditare un team unitario unito e collaborativo, con cui collaboro in un clima di amicizia e fiducia. E ho conosciuto e lavorato anche con Gastone Boz e con gli altri sindacati unitari dei pensionati. Quindi non lo conosco da molto, ma per me non è un tempo breve, perché ho intuito da subito le qualità umane di quest'uomo e apprezzato la sua competenza e serietà di sindacalista, attento ai bisogni e difensore dei diritti dei più deboli e fragili, come possono esserlo molti dei nostri associati pensionati. Oggi , qui, la mia non vuole essere assolutamente una piaggeria, non è nel mio carattere schietto ed espansivo, voglio solo sottolineare alcune doti dell'uomo Gastone Boz, che forse ha affinato con l'età o forse sono un suo marchio di fabbrica:

1- E' un signore, perché sa ascoltare come pochi e valorizzare i punti forti e non le
debolezze di chi gli sta difronte.

2- E' rispettoso dei tempi e delle idee diverse dei suoi partner unitari, agendo da sindacalista navigato come stratega e ago della bilancia anche nei confronti delle Istituzioni.

3- E' autorevole nei suoi interventi senza prevaricare, perciò stimato e affidabile nella sua azione di sindacalista di lungo corso.

Mi auguro che anche in futuro non ci faccia mancare il suo contributo e sostegno.

Caro Gastone, personalmente avrò ancora bisogno di confrontarmi con te su alcune questioni. Per ringraziarti della collaborazione e della fiducia e stima dimostratemi in questo anno di collaborazione, in questo momento in cui passi il testimone della guida dello SPI ad un altro (a cui faccio i miei auguri con l'auspicio di lavorare insieme altrettanto bene) .. dicevo che come ringraziamento ho scelto una poesia che, secondo me, bene si adatta a questo momento di commiato di Gastone Boz e forse esprime il suo stato d'animo a noi tenuto nascosto, per la riservatezza dell'uomo Ma è un sentire comune ad una certa età,che teniamo tutti in un cassetto del cuore quando si arriva ad una svolta, una scelta di vita come questa.

Il fiume della vita di K. Gibran
Dicono che prima di entrare in mare
Il fiume trema di paura
E guardare indietro
Tutto il cammino che ha percorso,

i vertici, le montagne,
il lungo e tortuoso cammino
che ha aperto attraverso giungle e villaggi.
E vede di fronte a sé un oceano così grande
Che a entrare in lui può solo
Sparire per sempre.
Ma non c'è altro modo.
Il fiume non può tornare indietro.
Nessuno può tornare indietro.
Tornare indietro è impossibile nell'esistenza.
Il fiume deve accettare la sua natura
Ed entrare nell'oceano.
Solo entrando nell'oceano la paura diminuirà,
perché solo allora il fiume saprà
che non si tratta di scomparire nell'oceano
ma di diventare oceano.


Qual è l'eredità che ci lascia Gastone Boz, passando il testimone ad altri?
Le radici, perché senza radici non si generano frutti e le ali per volare avanti, oltre gli ostacoli. Trasmettere la speranza come eredità, significa proprio questo: oggi abbiamo bisogno, sotto la minaccia di considerare il prossimo come pericoloso untore – homo hominis virus, proprio di speranza! La speranza intesa come il possibile dentro l'impossibile, rappresentando quell'energia di origine emozionale ma anche ragionevole e spendibile storicamente e politicamente, che ci trasporta oltre l'evidenza dell'ostacolo, presunto come invalicabile.

In definitiva la speranza è un autentica passione per il possibile, non è una virtù come le altre ma una virtù contro le altre: quando loro scendono, la speranza sale, e così le doppia, e si dilata all'infinito. Finchè c'è vita.
Non facciamoci rubare la speranza, quindi, come antidoto alla paura e all'indifferenza e diamo più valore al tempo disponibile, quindi al futuro pensando alle nuove generazioni. Credo che Gastone ci lasci in eredità il coraggio di insegnare ai giovani che è più facile costruire ponti che innalzare muri! Darsi la mano è il primo ponte primordiale, il ponte umano: c'è sempre il rischio di rimanere con la mano tesa, ma nella vita bisogna rischiare e chi non rischia non vince mai. E con Gastone Boz la mano non è mai stata tesa invano. Buona vita a te, alnuovo segretario e ai nostri pensionati.